9–13 minuti

Sui monti Li, non lontano dall’attuale Xi’an, esisteva nell’antichità una torre di segnalazione destinata a comunicare rapidamente l’arrivo di un nemico. Da quelle montagne, infatti, era possibile avvertire i signori feudali di un’invasione e chiedere loro di accorrere in difesa del sovrano.

Secondo una delle più celebri storie della Cina antica, proprio quei fuochi sarebbero diventati protagonisti di una delle leggende più famose della storia degli Zhou: quella di Bao Si, la bellissima regina che non sorrideva mai, e di re You, il sovrano che avrebbe fatto di tutto per riuscire a farla ridere.

Ma dietro questa storia, tramandata per secoli, si nasconde una questione molto più complessa: quanto c’è di vero nella leggenda dei fuochi di segnalazione?

Gli Zhou e l’arrivo di Bao Si

La vicenda si svolge durante la dinastia Zhou, una delle grandi dinastie della Cina preimperiale. Gli Zhou governarono per circa otto secoli, dal 1046 al 256 a.C., molto prima dell’unificazione della Cina sotto il Primo Imperatore dei Qin nel 221 a.C.

Il protagonista della storia è re You, dodicesimo e ultimo sovrano degli Zhou Occidentali, che regnò all’incirca tra il 781 e il 771 a.C. Le fonti tradizionali non hanno lasciato di lui un’immagine particolarmente positiva. Viene descritto come un sovrano crudele e capriccioso, la cui condotta sarebbe peggiorata dopo l’arrivo a corte di Bao Si, una donna di straordinaria bellezza. Re You aveva già una regina, Shen, ma l’arrivo di Bao Si cambiò completamente gli equilibri della corte. La regina venne allontanata e rinchiusa nel cosiddetto Palazzo Freddo, una parte isolata della residenza reale destinata, secondo la tradizione, alle donne e ai membri della famiglia reale caduti in disgrazia.

La situazione divenne ancora più grave quando Bao Si diede alla luce Bofu, un figlio che re You amava profondamente. La nascita del bambino rafforzò ulteriormente la posizione della nuova favorita del sovrano. Bao Si avrebbe quindi iniziato a mandare delle domestiche a sorvegliare la vecchia regina, cercando un’occasione per eliminarla definitivamente dalla scena politica.

Il complotto contro la regina Shen

La regina Shen, intanto, viveva nella reclusione e nel dolore provocato dal tradimento del marito. Secondo il racconto tradizionale, un’anziana domestica si accorse dei movimenti sospetti delle serve di Bao Si e decise di intervenire. Fingendosi malata, fece in modo che la madre della regina venisse convocata al Palazzo Freddo. Alla donna sarebbero state affidate alcune lettere destinate al marchese di Shen, padre della regina, e al principe ereditario Yijiu, figlio di Shen.

Il piano, però, venne scoperto.

Le domestiche di Bao Si intercettarono l’anziana donna mentre usciva dal Palazzo Freddo e la condussero davanti alla nuova favorita del re. Bao Si, furiosa, strappò la seta che avvolgeva le lettere e corse da re You per raccontargli l’accaduto. La reazione del sovrano fu drammatica: la madre della regina venne giustiziata, il principe ereditario Yijiu venne deposto e al suo posto fu favorito Bofu. Bao Si, inoltre, venne elevata al rango di nuova regina.

Il sorriso di Bao Si

È a questo punto che la storia assume i suoi contorni più leggendari. Bao Si, nonostante la posizione raggiunta e le attenzioni del re, avrebbe smesso di sorridere. Re You era profondamente turbato da questa sua malinconia. Le chiese quindi che cosa avrebbe potuto fare per renderla felice. Secondo la tradizione, Bao Si ricordò allora un particolare legato alla vicenda delle lettere della regina Shen: il rumore della seta che si strappa.

Quel suono le procurava piacere.

Re You ordinò quindi che ogni giorno venissero strappati cento rotoli di seta per intrattenerla. Ma nemmeno questo riuscì a farla sorridere. Il sovrano arrivò allora a promettere una ricompensa a chiunque fosse riuscito nell’impresa. Fu in quel momento che entrò in scena Guo Shifu, il ministro favorito di re You.

E la sua idea avrebbe avuto conseguenze catastrofiche.

I fuochi di segnalazione

Guo Shifu propose di utilizzare i fuochi di segnalazione per uno scherzo.

Il sistema era stato concepito per uno scopo molto serio. Dalle torri collocate sui monti Li era possibile segnalare un’invasione e chiedere ai signori feudali di inviare immediatamente le loro truppe in aiuto del sovrano. Secondo il piano di Guo Shifu, però, re You avrebbe potuto accendere i fuochi senza che ci fosse alcun nemico. I signori feudali sarebbero accorsi ugualmente, convinti che la capitale fosse sotto attacco.

E poi?

Avrebbero scoperto di essere stati ingannati.

Re You trovò l’idea brillante. Un signore feudale, Zheng Bofa, cercò di metterlo in guardia, ma il sovrano non volle ascoltarlo e lo bandì. Re You e Bao Si partirono quindi verso i monti Li. Una volta arrivati, il re ordinò di accendere i fuochi.

La risata della regina

I signori feudali videro i segnali e interpretarono correttamente quello che, secondo le regole dell’epoca, dovevano significare: il sovrano era in pericolo. Gli eserciti si misero in movimento e raggiunsero il luogo indicato dai segnali. Ma non trovarono nessun esercito nemico.

Al contrario, trovarono una festa. Musica, voci, celebrazioni. Nessuna invasione. Nessun nemico.

Re You fece quindi sapere ai signori feudali che potevano tornare alle loro terre.Secondo la leggenda, fu proprio davanti a quella scena che Bao Si finalmente rise. La donna avrebbe trovato divertente vedere i signori feudali accorsi precipitosamente in difesa del sovrano per poi scoprire di essere stati ingannati.

Re You, felicissimo, ricompensò Guo Shifu.

Ma quello che sembrava uno scherzo avrebbe distrutto la fiducia su cui si fondava l’intero sistema di allarme.

Quando il pericolo arrivò davvero

Il problema, infatti, fu che un giorno l’allarme non fu più falso. Il più risentito per quanto accaduto era il marchese di Shen, che non aveva dimenticato la sorte della figlia, la vecchia regina Shen. Il marchese decise di allearsi con i Rong e di marciare contro la capitale degli Zhou. Quando l’attacco arrivò realmente, Guo Shifu corse dal sovrano e gli chiese di accendere nuovamente i fuochi.

Questa volta, però, accadde qualcosa di terribile.

Nessuno arrivò.

I signori feudali avevano già visto quei segnali trasformarsi in uno scherzo. Perché avrebbero dovuto credere che questa volta il pericolo fosse reale? La capitale degli Zhou venne quindi travolta dai nemici. Re You fuggì insieme a Bao Si e al principe Bofu, ma la fuga durò poco. Il re e il figlio vennero catturati e giustiziati. Bao Si, secondo la leggenda, sarebbe stata inizialmente risparmiata per la sua bellezza. Il racconto aggiunge però un ultimo elemento tragico: la regina si sarebbe tolta la vita impiccandosi con un nastro di seta bianco.

Da questa vicenda sarebbe derivato anche il celebre detto secondo cui per un sorriso si può arrivare a perdere un regno.

La leggenda dei fuochi racconta davvero la storia?

È proprio qui che bisogna fermarsi.

La versione più famosa della vicenda ci arriva dalle Memorie di uno storico (Shiji) di Sima Qian, una delle opere fondamentali per la conoscenza della Cina antica. Sima Qian visse durante la dinastia Han, molti secoli dopo gli eventi raccontati. Il suo lavoro fu enorme: raccolse, selezionò e organizzò testi precedenti e tradizioni che erano state tramandate nel tempo. Nelle sue Memorie troviamo la storia dei segnali d’allarme e anche la data tradizionalmente associata alla caduta degli Zhou Occidentali: 771 a.C.

Ma leggere Sima Qian significa anche porsi una domanda importante: dove termina il fatto storico e dove comincia il racconto esemplare? Perché altre fonti raccontano la vicenda in modo diverso.

I tamburi al posto dei fuochi

Un esempio interessante arriva dal Lüshi Chunqiu, che possiamo tradurre come Annali del maestro Lu, una raccolta legata alla figura di Lu Buwei, potente ministro dei Qin. Qui la storia cambia. Al posto dei fuochi di segnalazione compaiono infatti i tamburi. Secondo questa versione, Bao Si si sarebbe divertita ascoltando i tamburi suonati per annunciare l’arrivo dei Rong e osservando i signori feudali accorrere in difesa della città.

Anche in questo caso, quindi, il significato è simile: un segnale militare destinato a comunicare un pericolo viene trasformato in uno strumento di divertimento. Questo particolare è importante perché ci mostra che la storia non ci è arrivata attraverso un’unica tradizione immutabile.

La crisi degli Zhou fu più complessa

Nel Novecento anche lo storico cinese Qian Mu mise in discussione la versione tradizionale. Secondo le sue osservazioni, alcuni elementi del racconto dei fuochi presentano delle difficoltà. Per esempio, anche se l’allarme fosse stato falso, non è scontato che i signori feudali avrebbero reagito esattamente nel modo descritto dalla leggenda.

Inoltre, la storia possiede una struttura fortemente moralizzante: un sovrano che perde il senso del dovere, una donna bellissima associata alla sua rovina, un ministro opportunista e un regno che crolla a causa di una decisione assurda. È una storia perfetta per diventare un ammonimento politico.

E alcune fonti più recenti suggeriscono che dietro la caduta degli Zhou Occidentali ci fosse una situazione militare e dinastica molto più complessa.

Le tavolette di bambù e una nuova versione

Un contributo particolarmente interessante arriva dalle tavolette di bambù conservate alla Qinghua University di Pechino.

Nei testi conosciuti come Xinian, la crisi finale degli Zhou Occidentali appare legata soprattutto a un conflitto dinastico che coinvolgeva re You, il marchese di Shen, il principe Yijiu e il figlio di Bao Si. In questa ricostruzione, sarebbe stato re You ad attaccare Shen. Successivamente, l’alleanza tra Shen e i Rong avrebbe portato alla sconfitta del sovrano. La vicenda, quindi, assume un aspetto molto diverso. Il conflitto politico e dinastico sembra costituire il nucleo della crisi, mentre l’episodio dei fuochi — o dei tamburi, nella versione del Lüshi Chunqiu — potrebbe essere diventato, nel corso della trasmissione della storia, l’immagine simbolica attraverso cui raccontare la rovina di un intero regno.

Tra storia e memoria

La storia di Bao Si è quindi molto più di una semplice leggenda su una donna che non sorrideva mai. È anche un esempio perfetto di come funziona la memoria storica. La tradizione ha trasformato la crisi degli Zhou Occidentali in una storia semplice e potentissima: un re innamorato, una regina bellissima, un sorriso da conquistare e un sistema di allarme usato per gioco fino al momento in cui nessuno credette più alla minaccia.

Ma le fonti ci invitano a essere più prudenti.

Il fatto che Sima Qian abbia raccontato questa versione non significa necessariamente che ogni dettaglio sia realmente accaduto. Allo stesso tempo, mettere in discussione la leggenda non significa affatto considerare Sima Qian inattendibile. Significa piuttosto imparare a leggere le fonti antiche anche chiedendoci perché una determinata versione della storia abbia avuto tanto successo.

Forse proprio perché racchiude in un’unica immagine una lezione politica molto potente: quando i segnali d’allarme vengono utilizzati senza criterio, quando il potere perde credibilità e quando i rapporti politici vengono distrutti, arriva un momento in cui anche un pericolo reale può non essere più riconosciuto.

E così, più di tremila anni dopo, la leggenda di Bao Si continua a essere ricordata non soltanto per il suo sorriso, ma per ciò che quel sorriso avrebbe rappresentato: la trasformazione di un dramma politico complesso in una delle storie più memorabili della Cina antica.

E così, più di tremila anni dopo, la leggenda di Bao Si continua a essere ricordata non soltanto per il suo sorriso, ma per ciò che quel sorriso avrebbe rappresentato: la trasformazione di un dramma politico complesso in una delle storie più memorabili della Cina antica.






Fediverse reactions

Commenti

Rispondi

Scopri di più da Fiori di Pesco

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere